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mercoledì 15 gennaio 2014

Piero Golia, opera prima | Uomo che ride, olio su tela - Accademia di Belle Arti

Alla prima collettiva di rilievo, all'Accademia di Belle Arti di Napoli, Piero Golia espose un coniglio (giugno 1997). Per dare un tocco di innovazione tecnologica alla sua trovata artistica, quel Peter Pan dell'arte contemporanea sistemò due piccoli altoparlanti vicino al contenitore del coniglio. Le casse riproducevano una registrazione: Piero Golia chiedeva disperatamente di uscire da lì, parlando al posto del coniglio. Aveva registrato la propria voce per fare le veci del coniglio, come si dice in gergo burocratico. L'artista si identificava nel coniglio, era lui che si agitava dal contenitore plastico chiedendo di uscire. 
E l'artista, a sua volta chi era? Il coniglio?!? 
L'opera di Piero Golia si apriva ad un caleidoscopio di interpretazioni...
Quello sì che si poteva definire vero coraggio controrivoluzionario... 
Francamente quella creazione era di una banalità sconcertante. In particolare, la registrazione dispensava una noia inossidabile: dopo due ore che andava avanti, gli fu chiesto di spegnerla perché era troppo fastidiosa.

Uomo che ride... esposto con quel coniglio di Piero Golia

Quando venne il direttore dell'Accademia, Gianni Pisani, dopo aver pontificato: “...abbiamo anche un Bacon napoletano...” riferendosi al mio quadro Max Mauro da vecchio... (Bacon, a me?!?), si complimentò con Piero Golia per tutto l'ambaradan della sua opera, “coniglio + altoparlanti” = NOIA, aggiungendo, però, che gli animali non potevano essere esposti. Non lì. 
Quest'ultima osservazione fu la cosa più sensata che avessi ascoltato quel giorno.

giovedì 9 gennaio 2014

Quel coniglio di Piero Golia, "Opera prima" | Grafite su carta da macellaio

Piero Golia era intenzionato a diventare artista. Nel 1995, Piero Golia si iscrisse al corso di nudo dell'accademia di Belle Arti di Napoli. Dopo aver provato, senza impegno e quindi senza risultati, a disegnare e a dipingere, Piero Golia si convertì in artista concettuale. 
Per meglio comprendere l'alto valore ideativo dell'opera proposta, occorre fare alcune brevi precisazioni: 

concettuale ‹con·cet·tu·à·le› agg. ~ Essenziale, sostanziale, dal punto di vista della compiutezza di idee sul piano logico e pratico: c’è fra le due tesi un’inconciliabilità c. ♦ Diretto alla formulazione di concetti, che si esprime mediante concetti: attività c., conoscenza c.Arte c. (ingl. conceptual art), corrente artistica contemporanea sorta intorno al 1960 che, partendo dal rifiuto della mercificazione dell’oggetto d’arte, pone l’accento sul momento dell’ideazione e progettazione dell’opera e si concentra part. sull’analisi e la sperimentazione dei vari mezzi di comunicazione e di linguaggi diversi, nel tentativo di liberarsi dalla sottomissione ai materiali.
ETIMO Dal lat. mediev. conceptualis, der. di conceptus -us ‘concetto’
DATA prima metà sec. XIX.
 il Devoto-Oli 2009


Il 9 giugno del 1997, Piero Golia, novello artista concettuale, espose un coniglio alla mostra collettiva di fine corso. Ovviamente, essendo frutto di un processo di lunga elaborazione, la sua opera prima non consisteva in un semplice coniglio, bensì in un coniglio bianco sistemato all'interno di una gabbietta.

coniglio ‹co·nì·glio› s.m. (f. -a; pl.m. -gli)  1. Mammifero Lagomorfo dei Leporidi intensamente allevato a scopo alimentare e per l’utilizzazione del pelo e della pelliccia; deriva dal coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), a differenza del quale ha orecchie e arti più corti, mole più grossa, pelame più morbido e fitto, variamente colorato, carne più dolce e delicata ♦ La carne dell’animale macellato: c. alla cacciatora.
2. fig. Simbolo di timidezza e timore, di pavidità e viltà: ha un cuore di c. • DIM. conigliétto (v.), poco com. coniglìno, tosc. conìgliolo, poco com. conigliòtto. ACCR. coniglióne. PEGG. conigliàccio nel sign. 2.
ETIMO Lat. cunicŭlum
DATA sec. XII.
 il Devoto-Oli 2009

Il colpo di genio di Piero Golia si manifestò nell'applicazione di due altoparlanti vicino alla gabbietta del coniglio.

altoparlante ‹al·to·par·làn·te› s.m. ~ Apparecchio che amplifica i suoni trasformando l’energia di correnti elettriche modulate a frequenza acustica in energia meccanica di vibrazione. • DIM. altoparlantìno.
ETIMO Comp. di alto e parlante
DATA 1927.
 il Devoto-Oli 2009


Dagli altoparlanti scaturiva la voce registrata di Piero Golia, il quale, parlando al posto del coniglio bianco, chiedeva in tono concitato di farlo uscire da lì. Il coniglio, in compenso, non faceva una grinza e se ne stava lì dentro tranquillo nonostante il viavai di gente e il gracchiare degli amplificatori. La spiegazione colta di questo eccellente lavoro di Piero Golia era che il neoartista concettuale viveva una condizione esistenziale simile a quella della sua creazione. Piero Golia si identificava totalmente in quel coniglio (e in tutto il resto), dimostrando con la sua opera prima una compiuta visione wagneriana. L'opera d'arte totale.

Quel coniglio di Piero Golia, grafite su carta da macellaio - Gianluca Salvati

martedì 7 gennaio 2014

Milan Kundera e Cartesio: il dominio | Quel coniglio di Piero Golia

Già nella Genesi, Dio aveva affidato all'uomo il dominio sugli animali, ma possiamo anche intendere che quel dominio gli è stato dato solo in prestito. L'uomo non era il padrone ma soltanto l'amministratore del pianeta e un giorno dovrà render conto della sua gestione. Descartes compì un decisivo passo in avanti: fece dell'uomo il “signore e padrone della natura”. E c'è di sicuro una profonda correlazione nel fatto che sia stato proprio lui a negare categoricamente un'anima agli animali: l'uomo è padrone e signore, mentre l'animale – dice Descartes – non è che un automa, un meccanismo animato, una “machina animata”. Se un animale si lamenta, quello non è un lamento ma solo il cigolio di un congegno che funziona male. Se la ruota di un carro stride, non vuol dire che il carretto soffre, vuol dire che non è oliato. Allo stesso modo dobbiamo intendere il pianto di un animale e non dobbiamo rattristarci per un cane se in un laboratorio sperimentale lo fanno a pezzi ancora vivo.
L'insostenibile leggerezza dell'essere, Milan Kundera

Quel coniglio di Piero Golia, 1997 - Accademia di Belle Arti, Napoli